La
Figura 7 3 mostra la frazione di massa dell'elio Y = MHe/ (MHe+MH2+MZ)
comparata ad altri corpi del sistema solare. Z rappresenta elementi più
pesanti dell'elio. Due misurazioni indipendenti effettuate dalla Probe
stabilirono per l'atmosfera di Giove un valore medio di Y = 0.23; Y = 0.234±0.005
fu ottenuto dal rivelatore di elio (HAD) e Y = 0.234±0.04 fu ottenuto
dal GPMS. Il valore di 0.23 è al di sotto del valore riferito alla
nebulosa solare primordiale di 0,27, ma significativamente al di sopra
del valore 0,18 misurato dal Vojager. Dal grafico si nota che le barre
di errore relative ai dati del Vojager e di Galileo non si sovrappongono
per poco.
L’abbondanza di elio nell’involucro
esterno di Giove risulta inferiore a quello della nebulosa solare primordiale,
probabilmente a causa di una sedimentazione di questo gas all’interno del
pianeta, disciolto nel mantello di idrogeno metallico.
Il valore della Galileo per Y implica
inoltre una massa di elio nella regione di idrogeno molecolare di 10 MÅ
(massa terrestre) maggiore rispetto alle misurazioni del Vojager, quindi
una quantità di 10MÅ in meno nella regione di idrogeno metallico,
considerando fisso il valore della frazione di massa dell’elio (presumibilmente
uguale a quello della nebulosa protosolare). Il rapporto tra la distribuzione
dell’elio nell’involucro esterno e nel mantello di idrogeno metallico in
relazione all’abbondanza nella nebulosa protosolare è mostrato in
Figura 8. Questa separazione tra l’involucro esterno e il mantello metallico
è coerente anche con la massa totale degli elementi pesanti.
La frazione Y misurata dalla Galileo
rappresenta quindi una variazione significativa sull’abbondanza dell’elio
nell’involucro di idrogeno molecolare rispetto alle misure del Vojager.
I modelli applicati a Giove suggeriscono
anche che la determinazione del Vojager di Y per Saturno è troppo
bassa. Su queste basi si sono quindi rivisti i dati relativi a Saturno,
basandosi solo sugli spettri dello strumento IRIS del Vojager, e non sull’accoppiamento
di questi spettri con le misurazioni radio della temperatura, utilizzati
originariamente. La ragione della discrepanza tra la prima determinazione
dell’elio del Vojager e le misure riviste è dovuta ad un errore
sistematico nell’utilizzo della radio. Per Giove queste correzioni non
si possono fare a causa dell’opacità delle nubi di ammoniaca, che
su Saturno danno invece un contributo irrilevante agli spettri.
21 luglio 2004