2.4 Rapporti isotopici
 

La misurazione dei rapporti isotopici, specialmente dei gas nobili, fu una delle priorità della missione Galileo. Infatti, una delle difficoltà nel ricostruire la composizione primitiva del pianeta è la presenza di reazioni chimiche tra i vari componenti. La peculiarità dei gas nobili è proprio quella di reagire poco facilmente, quindi essi sono ottimi indicatori per la ricostruzione della composizione originaria.
Come per le abbondanze degli elementi derivanti dalle specie non condensabili, i rapporti isotopici misurati dalla Probe dovrebbero essere rappresentativi dei valori globali. I particolari rapporti isotopici ottenuti dalla Probe per mezzo dello spettrometro di massa (GPMS) sono elencati in Figura 12 .Si può notare che per gli elementi più pesanti dell’elio i rapporti isotopici sono simili a quelli solari.
La misurazione del rapporto D/H riveste una particolare importanza. Nel modello standard del Big Bang il deuterio è prodotto interamente dalla nucleosintesi primordiale, quindi continuamente distrutto nelle stelle e convertito in 3He. Dal momento che Giove è prevalentemente composto di gas della nebulosa protosolare il rapporto D/H in Giove è rappresentativo del valore protosolare, perché nel suo interno non si sono innescate reazioni nucleari e quindi la quantità di deuterio è sostanzialmente invariata rispetto al momento della formazione del pianeta. Anche la quantità di 3He, per gli stessi motivi esposti sopra, è rimasta invariata in Giove, quindi invariato è anche il rapporto 3He/4He. Il dato si può quindi utilizzare per una misura indipendente del rapporto D/H protosolare, misurando il rapporto 3He/4He nel vento solare. Conoscendo l’attuale abbondanza di 3He nel Sole e in Giove è sufficiente sottrarre la seconda dalla prima per avere una stima dell’abbondanza protosolare di deuterio e di conseguenza conoscere il rapporto D/H protosolare. Usando questo metodo si è ottenuto un valore D/H protosolare di (2.1±0.5) x10-5, in accordo con il valore misurato per Giove dal GPMS che è (2.6±0.7) x10-5. Il dato è quindi ulteriore conferma che i rapporti D/H e 3He/4He in Giove corrispondono ai valori della nebulosa solare primordiale.
Una valutazione dell’apporto di acqua su Giove dovrebbe derivare dal confronto dei rapporti (D+ 3He) /H misurato nell’atmosfera del pianeta e nel mezzo interstellare locale (LISM). Tale rapporto nel mezzo interstellare è costante rispetto al valore protosolare basandosi sul fatto già esposto in precedenza che il deuterio nel Sole è convertito in 3He. Quindi una discrepanza tra il valore in Giove e quello nel mezzo interstellare dovrebbe indicare che Giove si è arricchito in D per un apporto d’acqua. Considerando il rapporto D/H in H2O di 3x10-4 (misurato nelle comete) è stato supposto un apporto d’acqua su Giove di 20-30 volte il valore solare. Tuttavia la misure del rapporto (D+ 3He) /H su Giove ha un’incertezza di ±37% mentre quella del valore D/H è di ±27%. Quindi l’apporto di acqua su Giove è azzerato dalle incertezze. Inoltre parte dell’elio è condensato all’interno del mantello metallico di idrogeno (vedere paragrafo 2) e quindi anche il valore 3He/H relativo all’atmosfera è affetto da incertezza.
Anche affrontando il problema dal punto di vista dei rapporti isotopici mancano quindi le certezze sull’abbondanza dell’acqua.
 
 

21 luglio 2004