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Come funziona l'insieme
La postazione completa, visibile nella foto, comprende due PC, due telescopi, due webcam.
P1, W1 e T1compongono il sistema d'autoguida
P2, W2, T2 quello di ripresa.
Sul PC P1 gira il programma AstroSnap V1.3f1 (freeware) che viene utilizzato per la guida.
Sul P2 gira o QcFocus (freeware) quando riprendo oggetti di cielo profondo oppure AstroSnap per luna e pianeti e serve per l'acquisizione.
La W1 è collegata ad una porta USB di P1. Una stella scelta come guida serve da riferimento ad AstroSnap per la funzione di autoguida. Non appena questa stella si scosta dalla posizione iniziale, scelta come riferimento, a causa della deriva prodotta dall'errore periodico, vengono inviati sulla porta COM di P1 una serie di caratteri (in protocollo LX200) che danno indicazioni sulla correzione da apportare alla velocità del motore AR. I caratteri vengono decodificati dal micro PIC che si occupa di variare la velocità del motore passo/passo, aumentandola o diminuendola secondo il comando ricevuto. Anche la durata della correzione è stabilita da AstroSnap che al termine del tempo calcolato invia una nuova sequenza che ordina al micro
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| PIC di pilotare il motore alla velocità nominale. Il tele guida è montato sulla barra del contrappeso su un supporto che è orientabile sia in AR sia in DEC. Anche per questo dispositivo ho previsto un controllo a micro PIC con un 16F84 e due motori passo/passo. Con un tastierino dedicato è possibile spostarsi in entrambe le direzioni a passi di 10 primi di grado oppure 1 primo di grado, per andare a puntare, con una certa precisione, stelle guida che sono distanti dall'oggetto da riprendere +/- 6 gradi in entrambe le direzioni e su entrambi gli assi. Poiché la W1 non è modificata è importante poter disassare i due telescopi quasi mai, infatti, è possibile trovare una stella sufficientemente luminosa nel campo che comprende il soggetto da riprendere. Un altro motivo che giustifica l'utilizzo di un tale marchingegno è la possibilità di trovare oggetti del profondo cielo deboli al punto tale da non poter essere individuati in visuale. In questo caso basta conoscere la distanza, in primi di grado, che separa l'oggetto da una possibile stella guida, disassare i due tele tramite il dispositivo puntatore, inquadrare poi la stella di guida con il tele T1 e, se tutto è andato bene, l'oggetto apparirà nel campo ripreso dalla W2. |
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