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| GoPicM | |||||||
| meccanica 1 | |||||||
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| aggiornamento 13 settembre 2007 | |||||||||
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| Nelle montature alla tedesca di normale produzione la rotazione dell'asse AR è ottenuta con un sistema vite senza fine / ruota dentata. La meccanica che ne deriva ha il vantaggio di essere particolarmente compatta e trasportabile. Le tolleranze di lavorazione, scelte per limitare i costi di lavorazione, introducono tuttavia un errore sistematico che, per l'astrofotografia, può assumere valori eccessivi. L'autocostruttore che vuole realizzare una montatura di questo tipo deve utilizzare attrezzature che, per costo e impiego, non sono certo alla portata di tutti. Il problema può essere aggirato con la costruzione di un sistema ruota / pignone, come da figura, di opportune dimensioni . |
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| Sulla ruota è sistemata la forcella che sostiene il telescopio
Il pignone è l'asse d'uscita del riduttore di 2° livello, presente anche sulle montature tradizionali, che innalza il rapporto totale a valori compatibili con le caratteristiche del motore passo/passo utilizzato |
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| Aumentando notevolmente il diametro della ruota equatoriale, le tolleranze di lavorazione perdono proporzionalmente importanza passando dall'ordine dei micron a quello dei decimi di millimetro. Costruire una ruota equatoriale come quella utilizzata su GopicM è abbastanza semplice e fattibile con attrezzatura obbistica. Adottare un diametro di 620 mm per la ruota e di 8 mm per il pignone che trasmette il movimento angolare significa ottenere un rapporto primario di riduzione di 77,5. Con questo valore errori di lavorazione di 1 mm, nel diametro della ruota equatoriale, si traducono in una variazione nella velocità angolare del 2 per mille. |
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| La ruota equatoriale | ||||||
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La ruota è ricavata da un foglio di legno compensato dello spessore di 20 mm utilizzando una normale fresatrice da legno. Nel centro viene eseguito un foro di diametro uguale a quello interno dei due cuscinetti a sfera utilizzati come "gabbia" per l'asse di rotazione. Nel mio caso le misure dei cuscinetti sono di 15 mm di diametro interno e 32 mm per quello esterno. L'asse è un tondino di legno duro acquistabile presso un qualsiasi Hobby Center fissato, con colla bicomponente, sia al foro centrale della ruota che alla rondella. Bisogna prestare attenzione che l'asse sia il più possibile perpendicolare al piano della ruota. Tra le colle bicomponenti sarebbe meglio scegliere quelle che induriscono completamente solo dopo parecchie ore. In questo modo abbiamo tutto il tempo che vogliamo per controllare l'andamento dell'operazione.
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| La rondella serve per dare maggiore stabilità all'asse, il suo spessore dipende dalla distanza che daremo alla ruota rispetto alla base equatoriale (vedi immagine successiva). Il profilato è una piattina d'alluminio di 2 x 20 x 2000 mm acquistata anch'essa in un Hobby Center. Una delle operazioni più difficili della costruzione è proprio applicare la piattina alla ruota dopo averla opportunamente piegata e tagliata in lunghezza. Ho scelto di incollarla anche se l'alluminio è un materiale abbastanza refrattario a qualsiasi tipo di collante. Usando la solita colla bicomponente, applicata dopo aver reso ruvida la superficie della piattina con della carta vetrata. L'alluminio è indispensabile per creare una superficie resistente alla pressione che il perno esercita sul perimetro della ruota durante il trascinamento. Un altro vantaggio che dà questa soluzione è quello di "mediare" le irregolarità della ruota addolcendo l'andamento dell'errore. Il bullone, uno dei tre presenti, è passante e serve a fissare la forcella che porta il telescopio. |
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| La base equatoriale | ||||
| Sostiene la ruota e permette di dare la giusta inclinazione all'asse polare della montatura. Il braccio è formato da due pezzi di barra d'alluminio e sostiene una gabbia di due cuscinetti a sfera, visibile nel paricolare della immagine precedente. Questo elemento permette di esercitare una forza che, premendo il perno di trascinamento sul profilo della ruota equatoriale, ne evita lo slittamento anche quando il peso del telescopio non è ben bilanciato sulla forcella. |
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| L'impronta ha il diametro della rondella dell'immagine precedente e una profondità adeguata allo spessore della stessa. La sede è il foro nel quale si inserisce uno dei due cuscinetti che sostengono l'asse di rotazione della ruota equatoriale. Lì andrà ad alloggiare il cuscinetto visibile nella figura precedente. Quello che s'intravede in questa immagine è il secondo cuscinetto fissato sull'altra superficie della base equatoriale. I cuscinetti servono come sostegno alla ruota equatoriale. Sono disposti a 120° e permettono, assieme ai cuscinetti dell'asse, una rotazione fluida. Anche questi sono fissati tramite spezzoni di tondino di legno duro e ponticelli in plastica, tutto materiale facilmente reperibile. |
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| Un particolare del trascinamento
Per migliorare la stabilità ho aggiunto un cuscinetto che si contrappone a quello prossimo al perno di trascinamento. Meglio sarebbe montarne uno per ogni cuscinetto di scorrimento. Come si vede dalla figura tutti i cuscinetti poggiano sul profilato di alluminio. |
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| Il riduttore di secondo livello
E' realizzato con materiale di recupero smontato da una vecchia stampante. Dalla figura si può vedere che le ruote, ancora sostenute dai supporti originali, sono fissate su una piastra di alluminio, base riduttore, a forma di L. |
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