Introduzione
immagine NASA

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Provate a fare una ricerca sul Web di immagini astronomiche amatoriali eseguite con strumenti "entry level" quali sono i riflettori newtoniani 114/900 e le Webcam, vi accorgerete ben presto di quanto l'impresa sia ardua.
All'inizio della mia esperienza nel campo dell'astrofotografia avevo la curiosità e la necessità di vedere quali risultati si potevano ottenere impiegando una simile attrezzatura. Conoscere i limiti raggiungibili è utile per due motivi:

- Ci si rende conto di quanto cammino sia ancora necessario per raggiungerli
- E' uno stimolo per ottenere risultati migliori

Come mai così poche persone usano il 114/900, soprattutto all'inizio della loro esperienza? Eppure, almeno fino a poco tempo fa, questo strumento era molto diffuso tra i neofiti.

Certamente la scarsa lunghezza focale è un limite nelle riprese in "alta risoluzione", quelle cioè dedicate ai pianeti. Per quanto riguarda il cielo profondo, al contrario, le caratteristiche del 114/900 dovrebbero essere indicate per un gran numero d'oggetti.

Credo che il motivo, più che al telescopio in se stesso, sia da imputare alla montatura con la quale è normalmente fornito: la EQ2


Non la ho mai usata ma immagino che la motorizzazione originale di questo tipo di montatura, pur essendo sufficiente per l'impiego in visuale, in campo fotografico sia completamente inutilizzabile. Per eseguire riprese, sia in alta risoluzione sia per il cielo profondo, è indispensabile disporre di movimenti in AR di grande precisione. Molte volte anche montature ben più costose di una EQ2 lasciano a desiderare in quanto a precisione di guida.
La testa equatoriale della EQ2 con in primo piano la ruota alla quale è applicato il motore di trascinamento AR.

Il fuocheggiatore originale

E' tutta colpa della montatura? Beh no, anche la meccanica del fuocheggiatore non è davvero l'ideale per un uso in campo fotografico . L'utilizzo della webcam per la visualizzazione dell'immagine rende di per se la messa a fuoco problematica: l'immagine che si osserva sullo schermo del PC, durante la ripresa, è poco incisa sia in alta risoluzione che in cielo profondo. Trovare la giusta messa a fuoco, con un sistema dal movimento poco fluido ed impreciso, non è semplice. Se si aggiunge che, durante questa regolazione, si introducono nel sistema ottico oscillazioni meccaniche di notevole ampiezza, si capisce che l'operazione è quanto meno snervante e richiede una notevole dose di calma.
Ma esiste un altro problema. Poiché il tubo del fuocheggiatore scorre con un lasco eccessivo qualsiasi inversione di direzione, durante l'operazione di messa a fuoco, procura uno spostamento dell'asse del porta-oculare rispetto all'asse ottico. Conseguenza di questo, ben evidente durante le riprese in alta risoluzione e quindi con focali elevate, è la scomparsa dell'oggetto dal campo della webcam.
E' chiaro che, usato in queste condizioni, il 114/900 non può dare certo risultati entusiasmanti e, per chi non ha la pazienza o il tempo di programmare degli interventi risolutivi, la scelta migliore è quella di passare direttamente a strumenti di categoria superiore che abbiano le caratteristiche adatte al tipo di riprese che si vogliono fare.

Ma chi non può comprarsi strumenti più costosi deve proprio rinunciare ad usare il 114/900 per l'astrofotografia? No, a patto che sia disposto a dedicare un po' di tempo alla risoluzione dei problemi di guida e messa a fuoco. In che modo affrontare questi problemi? Chi non ha già esperienza nel campo dell'astrofotografia, non è in grado a priori di valutare fino a che punto è necessario spingersi nella precisione di guida e quale possa essere il corredo da utilizzare in ogni circostanza. E' comunque solo questione di tempo perché pian piano la sperimentazione unita al grande ed insostituibile aiuto del web aprono la strada alle soluzioni più adatte. Naturalmente ognuno impiega i mezzi e le conoscenze di cui dispone perciò qualsiasi informazione acquisita è poi filtrata e adattata alle proprie capacità.

Ho iniziato alla fine del 2003, quasi due anni fa, perché affascinato dalla possibilità di utilizzo delle webcam nell'astrofotografia. Mi piaceva l'idea di poter realizzare, con poco, immagini così belle come quelle viste sul web. Non avevo e non ho tuttora grandi conoscenze di astronomia nei suoi vari aspetti, ma solo una gran passione per il fai da te e tanto tempo a disposizione.

Una delle prime immagini di Saturno ripresa al fuoco diretto del 114/900
Siamo ai primi tentativi (dicembre 2003) l'attrezzatura è veramente minima.

La webcam è una Kodak DVC 325 inserita sul porta-oculare con un adattatore ricavato, come insegna il web, da un contenitore di rullino fotografico.
L'inseguimento in AR è fatto con un motorino passo/passo pilotato da un PIC 16F84, come riduttore di velocità , inserito tra motore e vite senza fine, ho utilizzato un bullone di acciaio con una filettatura che si adatta abbastanza bene al passo dell'ingranaggio originale calettato sulla vite senza fine.

Giove ed Io alla focale equivalente F=3700

Una delle ultime immagini in proiezione di oculare (inizio 2005)

La webcam è una Vesta modificata con sensore ICX424AL in modalità RAW
L'inseguimento in AR è autocostruito con un PIC16F876 che comanda un motorino passo/passo. Il microprocessore decodifica i comandi LX200 inviati dal programma AstroSnap utilizzato per l'autoguida.


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