Stazionamento
immagine NASA

indice aggiornata all' 8 Aprile 2008

Recentemente un astrofilo, Andrea Console, ha scritto il software gratuito GiGIWebCapture per l'acquisizione d'immagini con Webcam normali e modificate. Tra le varie utilità comprese c'è anche una procedura guidata che consente una messa in stazione assai precisa.
Lascio, comunque, su questa pagina la descrizione delle operazioni necessarie per lo stazionamento quando si usa il metodo delle derive perchè è un sistema utilizzabile anche da chi, non avendo webcam, si serve di un oculare con reticolo

Messa in stazione
E' una delle operazioni che si devono fare più spesso e per questo va messa a punto una procedura efficace. Chi ha la necessità di smontare ogni volta la propria attrezzatura per riporre tutto, deve necessariamente trovare il modo di eseguire una messa in stazione la più veloce e precisa possibile.
Anche su questo argomento si trovano moltissime informazioni sul web quindi, come al solito, mi limito a descrivere una delle tante possibilità che non è detto sia la migliore.
Come si sà, lo stazionamento consiste nel cercare di disporre l'asse AR di una montatura equatoriale parallelamente all'asse di rotazione terrestre. Maggiore è la focale utilizzata, migliore deve essere la precisione da raggiungere. Visto che è inimmaginabile riuscirci al primo colpo, è bene predisporre tutto in modo da poter eseguire delle correzioni in seguito. Nella figura si vede una base triangolare sulla quale appoggiare la montatura. Questa base deve essere orientata facendo in modo che la linea immaginaria Nord-Sud la attraversi secondo la congiungente punto M (punto centrale tra gli estremi O ed E) e punto S . Ai tre estremi S O E sono inseriti dei grossi bulloni che fanno da "piede". I bulloni, che sono avvitabili, permettono di mettere a livello la base. L'orientamento secondo la direzione Nord-Sud può essere fatto con l'aiuto di una bussola. Anche la base della testa equatoriale deve essere messa a livello regolando l'altezza delle gambe della montatura tramite gli appositi serraggi. Per questa operazione ci possiamo aiutare con delle bolle B fissate nelle due direzioni ortogonali N-S, E-O, sulla base della testa equatoriale (vedi figura sotto)
Ora non rimane altro che regolare l'inclinazione dell'asse AR della testa sul valore corrispondente alla latitudine del luogo da cui si osserva (scala graduata G).

Se tutto è stato fatto con accuratezza abbiamo una buona base di partenza. A notte fatta, quando compaiono le prime stelle, possiamo procedere. Dobbiamo montare la webcam (non in modo lunga posa) al fuoco diretto del nostro 114/900 ed utilizzare l'utilità "Drift Explorer" di K3CCD Tools. Ma prima d'iniziare devono essere rispettate alcune condizioni:

  • Assicurarsi che la webcam sia orientata in modo che l'ovest del campo inquadrato sia alla destra dello monitor del PC (basta puntare una stella, fermare il movimento AR e verificare che la stella derivi a destra, secondo una linea parallela alla base del fotogramma (aiutarsi con l'utilità "Reticolo"). Questo controllo deve essere particolarmente accurato!
  • Deve essere visibile una stella vicina al meridiano (direzione Sud) e possibilmente non oltre i +20° +30° di declinazione.
  • Deve essere visibile un'altra stella ad Est o ad Ovest

Il metodo utilizzato è quello di Bigourdan che consiste nel correggere l'inclinazione (latitudine) e l'orientamento Est-Ovest dell'asse AR della montatura osservando la direzione in cui deriva una stella nel campo inquadrato. Niente di nuovo perché normalmente si esegue questa verifica utilizzando un oculare con reticolo, ma con la webcam e l'utilità "Drift Explorer", la sensibilità raggiunta nel valutare la direzione di deriva è elevata e, in pochi secondi, sapremo quale regolazione applicare.

Fig-1

Tn-Ts Meridiano celeste (Tn indica il nord)
Mn-Ms asse A.R. della montatura (Mn indica il nord)
EQ linea del parallelo celeste su cui si muove la stella

Stiamo guardando l'asse della montatura posizionati tra questa ed il Nord geografico

Portiamo sul monitor la stella situata sul nostro meridiano (quella a Sud) ed avviamo l'inseguimento AR. Dopo averla centrata nel reticolo visualizzato da "Drift Explorer" ed avviato la tracciatura del diagramma, vedremo che la curva della declinazione si scosterà piano piano dalla linea di riferimento spostandosi sopra o sotto questa.
Nell'esempio disegnato la nostra stella che, continuando "per la sua strada" segue il parallelo celeste, si scosterà dalla corrispondente linea del parallelo che segue la nostra montatura (Mn-Ms è l'asse AR della montatura). Vedremo cioè la sua immagine derivare verso il Nord dello schermo ed il minimo scostamento sarà registrato con efficacia da Drift Explorer.
Per correggere dovremo far ruotare l'estremità Sud dell'asse in direzione Ovest, ruotare cioè tutta la montatura in senso orario sulla base su cui appoggia.
Nel mio caso facendo perno sul piede in E muovo gli altri due verso Nord.
Fig-2 . Come potremo vedere la stella sul monitor trovandoci nella situazione descritta nella figura sopra. L'errore in AR non ha importanza.
E' chiaro che l'operazione porterà la stella fuori dal campo della camera ma con il puntatore potremo ritrovarla in poco tempo. Naturalmente, se la stella deriva verso Sud la procedura prevede la rotazione della montatura in senso antiorario.
L'ampiezza dello spostamento da applicare è proporzionale alla velocità di deriva. Vanno fatti dei tentativi per trovare la giusta regolazione.
Fig-3

Tn-Ts -- meridiano celeste
Mn-Ms -- asse A.R. montatura
EQ -- parallelo celeste
Lat -- angolo uguale alla latitudine

Ora puntiamo una stella ad Ovest. Questa volta stiamo osservando l'asse posizionati tra la montatura ed il punto cardinale Est. Immaginiamo di osservare anche qui una deriva verso Nord, come da figura a fianco. Dovremo modificare la latitudine impostata, cioè "raddrizzare" l'asse della montatura, in modo da renderlo parallelo all'asse Tn-Ts. Sullo schermo l'effetto della deriva sarà uguale a prima (vedere figura 2).
Se la stella deriva a Sud la regolazione sarà nell'altro senso.

Puntando una stella ad Est dovremo invertire tutto e diminuire la "latitudine" se la deriva è verso Nord, aumentarla per il caso opposto.

Le correzioni descritte andranno ripetute puntando alternativamente la stella a Sud e quella a Ovest finchè la deriva, verso Nord o verso Sud, non cesserà. Trovata la posizione corretta di stazionamento, possiamo segnare la posizione dei piedi della montatura sulla base triangolare e della base sul terreno con dei riferimenti facilmente riconoscibili. Alla prossima sessione osservativa, riposizionando il tutto secondo i riferimenti, saremo già vicinissimi alla condizione ottimale (delle correzioni saranno comunque sempre necessarie).

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