L'osservazione visuale ancora oggi possiede un fascino speciale che nessuna foto è in grado di dare, garantendo un elevato coinvolgimento emotivo.
Purtroppo a causa dell'inquinamento luminoso dai centri abitati spesso si possono osservare solo la Luna ed i pianeti, mancando così tutto il profondo cielo, galassie, nebulose, ammassi.
Invece, come anche in fotografia, gli oggetti del sistema solare si possono osservare efficacemente anche da siti molto inquinati, con l'unica necessità della stabilità atmosferica.

La mia grande passione è l'osservazione del deep-sky: da un cielo molto buio si possono osservare centinaia di oggetti con telescopi medi e piccoli, e molti di più con gli strumenti più grandi.
Quando si osservano molti oggetti conviene tenere un'agenda dove annotare le osservazioni fatte, perchè la memoria arriva solo fino ad un certo punto e dopo si perde il conto!
Attualmente, sono arrivato a 1102 oggetti del profondo cielo, oltre a 34 comete. Questo numero aumenta lentamente di qualche decina di oggetti all'anno, dipendentemente dal numero delle notti serene.
La maggioranza degli oggetti osservati sono galassie (699), seguite a distanza dagli ammassi aperti e quindi ammassi globulari, nebulose planetarie e nebulose diffuse.

I siti da cui osservo sono divisi in due gruppi: quelli di pianura e quelli di montagna; da casa mia, in paese (Mortegliano), ho praticamente smesso di fare deep-sky a causa dei lampioni stradali.
I siti di pianura (Osservatorio di Talmassons, campagne vicino Torsa) hanno una magnitudine media di 5.5, con qualche punta di 6.0 in inverno; vanno benissimo per ammassi e nebulose brillanti, meno per le galassie e nebulose più tenui.
I siti di montagna (Matajur ~1250m, Zoncolan ~1850), anche se soffrono spesso di instabilità nuvolosa, meritano sempre in quanto permettono di sfruttare completamente il proprio strumento. Il contrasto degli oggetti tenui è superiore, e quelli brillanti diventano spettacolari.
Inoltre con i grossi strumenti diventano visibili oggetti notoriamente molto difficili o "impossibili", come la nebulosa Testa di cavallo, la galassia Leo I, o i Pillars of creation in M16.

Ecco due disegni della Luna realizzati con il Newton 200/5, in una giornata di seeing medio, da Mortegliano; la magnitudine a occhio nudo era al massimo la 4a, ma sulla Luna ciò non avevea alcun effetto.
La bellezza della Luna ad alto ingrandimento deriva sia dall'effetto di tridimensionalità dei dettagli nei pressi del terminatore, sia dal loro mutare nel giro di poche decine di minuti.

 
Birt e la Rupes Recta

 Birt e la Rupes Recta
 Newton da 200mm F/5
 Ingrandimento: 286X
 18.50-19.20 TU
 Mortegliano, 02-05-2001

Delisle e Diophantus

 Delisle e Diophantus
 Newton da 200mm F/5
 Ingrandimento: 190X-286X
 19.50-20.10 TU
 Mortegliano, 03-05-2001

 

Al contrario, per quanto riguarda il deep-sky, avere il cielo il più buio possibile è una necessità assoluta. La maggior parte degli oggetti dal paese o dalla città perde tutto il suo fascino, quindi bisogna spostarsi in montagna per poterli osservare come si deve.
Per le nebulose, l'utilizzo di un filtro UHC oppure O-III fa la differenza in quanto a contrasto e visibilità, soprattutto sulle nebulose planetarie.

 
M42, la grande nebulosa di Orione

 M42, la grande nebulosa di Orione
 Newton da 460mm F/4.3
 190X - 330X
 Magnitudine visuale 6.0
 Matajur, 21-04-2007

 

A volte anche un disegno di fenomeni rari riesce a riflettere l'emozione della visione diretta dell'evento.
Ad esempio, per l'eclisse totale di Sole dell'11 agosto 1999 ho scelto di osservarla con il binocolo piuttosto che portare a casa delle belle foto ma senza averla osservata veramente.

 
L'eclisse di Sole dell'11-08-1999 al binocolo

 L'eclisse di Sole dell'11-08-1999 al binocolo
 Binocolo Jena 7X50
 Langenwang (Austria), 11-08-1999